RUSSIA: emette il proprio “cryptorublo” e abbraccia la nuova tecnologia, ma….


La Russia adotterà la cripto moneta e crea il “cryptorublo”: mentre in un certo senso questa decisione abbraccia Bitcoin ed Ethereum, è però improbabile che ne condividerà la natura realmente decentralizzata.

Questa notizia proviene dal ministro delle Comunicazioni Nikolay Nikiforov il quale ha dichiarato:

“abbracciamo il progetto criptovalute perché se non lo facciamo noi lo faranno i nostri vicini di casa”

Quindi, dopo un lungo periodo di tentennamenti, dichiarazioni discordanti, prese di posizione pure discordanti, Putin ha deciso di perseguire questa direzione, nonostante il colloquio avuto con Vitalik Buterin, il giovane informatico sviluppatore di Ethereum,  da lui ricevuto poco tempo fa a Mosca  e dove pareva di intendere come la Russia potesse essere interessata al progetto Ethereum.

Questo è un bene perché, almeno si conoscono gli intenti della Russia riguardo la criptovaluta nazionale che, però, è molto diversa dalle criptovalute classiche.

Le informazioni sono ancora scarse ma, dalle prime indicazioni, il “cryptorublo” è lontano dai concetti di base delle criptovalute.

  • Il “cryporublo” intanto sarà centralizzato, controllato dallo Stato.

  • Non potrà essere “minato”

  • E’ scambiabile con il rublo pagando una tassa

  • E’ acquistabile ma dichiarando la provenienza dei fondi

  • E’ soggetto al “capital gain”

Il  “cryptorublo” sembra però essere basato su una non meglio definita blockchain, il che gli conferisce almeno una ossatura e potrebbe contribuire a prevenire frodi online.

Rubli e cryptorubli saranno interscambiabile ma una attività di scambio con i mercati non ufficiali pare inevitabile.

L’entrata del Paese nel pianeta “criptovaluta” non significa però accettazione delle altre criptovalute: anzi, si parla addirittura di “bandirle”, sia cripto monete sia Exchange.