BCE, Draghi e il nesso con la Nigeria : bitcoin non può essere regolamentato


Mario Draghi, l’ ex presidente della Banca centrale europea (BCE), ha espresso alcuni commenti sorprendenti durante la sua presentazione di oggi all’ audizione della commissione per i problemi economici e monetari.

Quando alla domanda sulla regolamentazione o sull’applicazione di divieti alla circolazione della criptovaluta, in riferimento alle decisioni politiche adottate dal governo centrale cinese, Draghi ha reso chiaro che non c’ è modo di vietare  il bitcoin, o addirittura di regolamentarlo, dicendo:”.

“In realtà, non sarebbe nelle nostre competenze vietarle e regolamentarle: dobbiamo chiederci quali effetti hanno le criptovalute  sull’economia “.

Ha aggiunto che i tempi non sono ancora maturi per essere considerati una metodologia di pagamento praticabile – una conclusione che è stata raggiunta dalla BCE in tandem con la Banca centrale del Giappone la settimana scorsa.

Estonia
La BCE non ha poteri sul controllo regolamentare di Bitcoin e di altre valute criptovalute, ma ha il controllo sugli Stati membri dell’ UE che desiderano emettere la propria valuta digitale, come l’ Estonia.

Draghi ha detto chiaramente che la BCE non riconosce l'”estcoin”, affermando che nessuno Stato membro può emettere la propria valuta, nemmeno digitalmente.

La valuta della zona euro è l’ euro “, ha detto succintamente.

Stupisce come a distanza di pochi giorni l’ex governatore cambi le proprie esternazioni e credo che ci dovremo abituare a questi repentini cambi di scena.

Fonte Cointelegraph

La rivoluzione in corso è troppo grande e pochi riescono a capirla nella sua interezza.

L’esempio Nigeria è evidente: era  solo gennaio 2017 quando la Banca Centrale della Nigeria (CBN) emetteva un avviso agli istituti finanziari – comprese le banche – di tutto il Paese, mettendoli in guardia dalle valute virtuali e di fatto impedendo loro di detenere riserve di valute virtuali. Nello stesso mese, l’ autorità di regolamentazione del mercato dei capitali nigeriani lanciava avvertimenti in cui si esortava il pubblico a non investire in criptovaluta.

Adesso, Settembre 2017 la CBN  ammette come fosse stata “diffidente”  e di essere ora aperta alle valute digitali. Fino a quel momento, ha imparato che “le criptovalute forniscono ora uno sbocco per la ricchezza personale che è al di là delle restrizioni e della confisca“.

Blockchain e criptovalute  sono fatti inevitabili “fatti che dobbiamo affrontare, che ci piaccia o meno“. Articolo originale